Se vi dicessero che ad Aradeo la polizia è dovuta intervenire in piazza per disperdere un centinaio di persone pronte a venire alle mani a causa dei risultati elettorali, ci credereste? Di certo la politica è sempre stata vissuta attivamente nel paese, ma da qui ad arrivare ad una rissa tra decine e decine di aradeini, con conseguente intervento della forza pubblica, ce ne vuole. Eppure è successo.

Il 1913 segna un momento di cruciale cambiamento nella storia politica italiana: con l’introduzione del suffragio (quasi) universale maschile, le masse popolari possono finalmente partecipare attivamente alla vita politica del paese. I candidati, di conseguenza, non devono esclusivamente cercare l’appoggio di grandi elettori e notabili, ma hanno il vitale bisogno del sostegno della popolazione (maschile ovviamente). Ciò comporta enormi cambiamenti nel modo di fare politica.

Nel collegio di Gallipoli, cui afferiva Aradeo, si confrontarono in questo fatidico 1913, un grande economista di fama internazionale, da anni deputato del partito radicale, il marchese Antonio De Viti De Marco, ed un avvocato socialista di Gallipoli (originario di Alezio), Stanislao Sènape De Pace. Le elezioni, tenute il 26 ottobre, portarono all’affermazione del Sènape De Pace grazie ad una serie di fattori come i forti appoggi clientelari, una vasta rete di cooperative e società di mutuo soccorso da lui organizzate, l’uso di alcuni espedienti poco convenzionali, come la croce cattolica come simbolo elettorale: un contrassegno che, secondo i suoi avversari, era stato scelto per ingraziarsi le masse contadine che spesso diffidavano di socialisti atei e massoni, com’era il Sènape.

La campagna elettorale fu accesissima e i due candidati percorsero in lungo e in largo il collegio. Uno dei primi comizi del futuro vincitore si tenne in un feudo elettorale del De Viti De Marco: Aradeo. In base a quanto riferito dal prefetto di Lecce al ministro dell’Interno, il comizio dell’avvocato gallipolino ebbe un buon successo:

“Il 14 corrente ebbe luogo in Aradeo pubblico comizio elettorale in favore candidatura socialista dell’Avv. Stanislao Senape pel Collegio di Gallipoli. Intervennero circa un migliaio di persone anche di altri comuni. Furono prese le necessarie misure preventive, inviando sul posto il maggior numero possibile di carabinieri, sguarnendo varie stazioni, e soltanto così non ebbe a verificarsi nessun grave incidente"1

 

Il comizio ebbe quindi un notevole riscontro di pubblico. Lo “Spartaco”, il giornale dei socialisti gallipolini, così ne diede notizia:

“Domenica scorsa 14 corr. […] alle ore 18 nella pubblica piazza di Aradeo si tenne il grande comizio pro candidatura del nostro avv. Stanislao Senàpe de Pace. Il comizio pubblico avrebbe dovuto tenersi nei vasti locali d’accesso al palazzo del sig. Vito Anghelè, gentilmente concessi, ma fu giuoco forza tenuto sulla piazza per volontà del pubblico”2

Secondo un giornale vicino al De Viti De Marco invece, Aradeo aveva riservato una fredda accoglienza al candidato socialista e lo spostamento dal palazzo Anghelè verso la piazza era stato organizzato solo per cercare qualche uditore in più, ma

“dei pochi che vi si trovarono a caso, alcuni rimasero tranquillamente a fumare la loro pipa e tenendo alle spalle l’oratore, mentre altri fischiavano e ripetevano «basta fuori, non vogliamo senap…ismi […]. In Aradeo come in tutto il collegio la stella devitiana splende più di prima ed il suffragio allargato darà una nuova vittoria all’onorevole De Viti De Marco”3

 

In realtà, in base a quanto riportato dal prefetto, sembrava più veritiera la versione dello Spartaco. Entrambi i giornali concordavano tuttavia sulla gentile ospitalità fornita dagli Anghelè al candidato socialista. Nulla di stupefacente: sebbene socialista e vicino al proletariato, Stanislao Sènape De Pace era anch’egli un notabile e poteva quindi contare sul sostegno di ricchi fautori quali gli Anghelè, i Carallo ed i Frigino.

Nonostante questi appoggi, Aradeo rimaneva comunque un paese devitiano e Stanislao Sènape De Pace ottenne solo 252 voti contro i 448 del marchese De Viti4. Tuttavia, indipendentemente dal risultato aradeino, il candidato gallipolino riuscì ad imporsi nel collegio con 7481 voti a fronte dei 6960 dell’avversario radicale. Ciò non poteva che surriscaldare gli animi tra le fazioni avverse, anche perché il caso Sènape, con i sospetti brogli elettorali e l’accusa di aver utilizzato il simbolo della croce per circuire la buona fede delle masse cattoliche, balzò presto all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale. L’elezione del socialista gallipolino finì al vaglio della Giunta per le Elezioni, mentre in tutta Italia venne montata una campagna stampa a lui ostile, ordita da testate conservatrici, come il Resto del Carlino di Bologna.

La tensione nei paesi del collegio fu tale che, persino in occasione dei comizi di ringraziamento, si ebbero nuovamente scontri e tafferugli. Anche i devitiani di Aradeo attesero l’occasione giusta per sfogare la propria delusione, come dimostra un telegramma del prefetto di Lecce al ministro dell’interno, datato 18/11/1913:

“Nel pomeriggio del 15 corr. essendosi recato in Aradeo on. Senàpe per ringraziare elettori, si formò un corteo di circa 250 persone preceduto da bandiere e musica e dopo essere andato incontro al presente deputato lo accompagnò percorrendo vie principali paese […] Indi parlò lo stesso on. Senàpe, che nel ringraziare suoi elettori disse della impellente necessità di scalzare le camarille locali. A quel punto un forte gruppo di devitiani cominciò a tumultuare e organizzò subito una forte contromanifestazione. Per evitare un conflitto intervenne prontamente il delegato Di Napoli con carabinieri organizzando sgombero piazza. Ne nacquero tafferugli durati oltre un’ora, ma si riuscì dopo altre cariche a disperdere la folla e ristabilire l’ordine”5

Definirla una semplice “partecipazione attiva” degli aradeini alla politica sembra proprio un eufemismo.

 


[1] Anonimo, Echi elettorali, «Il Popolo», 28/09/1913.

[2] Gli aradeini aventi diritto al voto erano 952 e di questi votarono in 712. Le schede nulle furono 12.

[3] Archivio Centrale dello Stato., Pubblica Sicurezza, Elezioni politiche 1913,, b. 36, f. E1 – Lecce

[4] Telegramma del prefetto di Lecce al min. dell’Interno del 18/09/1913 in Archivio Centrale dello Stato., Pubblica Sicurezza, Elezioni politiche 1913, b. 36, fasc. E1- Lecce.

[5] Anonimo, Per la candidatura politica dell’avv. Stanislao Senàpe De Pace. Il nostro grande comizio pubblico ad Aradeo, «Spartaco», 21/09/1913.

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