"LI CRUTTI", bucolica contrada di Aradèo.

di Aldo Giuri di Aradeo.

Quando dovrò trattar della stagione che,
sessanta anni orsono, vissi, senz'altro,
canterò molto di quella che a Pasqua
respirai nei vostri abissi.
Senza altro, parlerò degli anni putti
del millenovecento ossia di quando
davvero gli aradeini tutti insieme
venivan nei fondali vostri, o crutti!
Per certo, narrerò del caldo sole
che quella volta deliziò le viole,
mentre che il nonno dietro occhiali adatti,
e che la nonna avvoltolata in lini
e che i fratelli in bianchi calzoncini
giungevano con me nei vostri anfratti,
dove occorreva ritagliarsi un covo
dentro il più largo spazio di un crepaccio
che stava più vicino al rosolaccio
e un pò di meno all'opprimente rovo.
Davvero scriverò solo del tempo
in cui uno stormo di èsili ricordi
nel campo mi cacciaste mentre in piedi
cercavo di recider le genziane
delle terziarie vostre crepe arcane,
in cui crescevan pure gli equisèti.
Se un dì chiacchiererò della stagione
che, sessanta anni orsono, vissi con gioia
traccerò di quando il babbo
abbrustoliva i sàpidi pistacchi
al fianco della mamma che nell'aria
cacciava il denso odore degli abbacchi.
E annoterò di me che con un bacchio
ed una molto dozzinale lippa
e pochi coperchietti e biglie molte
facevo, in sogno, sempre più contento
il giro della terra, due o tre volte.
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Dedico i più festosi ditirambi
ai miei due figli.
Lo faccio,
con fiducia,
perchè
entrambi
li porteranno a tutti a musicare
da chi ama le mazurke e i tanghi e i mambi.
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deposito e tutela S.I.A.E." Copyright Aldo Giuri.

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