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Per la festa del SS Corpus Domini, che si celebrava il giovedì dopo la Pentecoste, mentre oggi è rimandata alla domenica successiva, per le vie del paese era ed è ancora oggi tradizione allestire degli altarini. Oggi sono sicuramente un numero inferiore e anche meno imponenti rispetto a quelli di un pò di anni fa, stando anche a quello rappresentato nella foto. Già dalle prime ore del mattino c'era grande fermento da parte di tutti gli abitanti delle strade in cui si doveva preparare l'altarino. Se "scunsava la cascia" ossia si tiravano fuori dalle casse dove erano conservate, le coperte, le lenzuola e le tovaglie migliori quelle più preziose, il meglio del corredo di ogni donna. Non solo per  l' allestimento dell'altarino, ma c'erano da addobbare  tutte le strade lungo il percorso della processione.  I muri che costeggiavano le strade venivano completamete ricoperti, nessun muro rimaneva spoglio e da ogni balcone pendevano coperte. Serviva l'aiuto di tutti, come testimonia la foto, sicuramente scattata al termine del lavoro, prima del passaggio della processione. Agli uomini aspettava il compito di appendere coperte e quant'altro, a sinistra Giuseppe (Pippi) Escelsior, a destra Giovanni Antonio (Nino) Casaluci, alle donne aspettava l'allestimento dell'altare, a destra l'ultima dietro Michelina Tundo e alle bambine, le verginelle, aspettava il compito di buttare i petali di fiori che avevano sui vassoi, al sacerdote che reggeva l'ostensorio con l'ostia consacrata, al passaggio della processione, nella foto accanto al signore a destra Tina Martiriggiano (la maestra Tina Carrisi). Il crocifisso e i candelieri che sono posti sull'altare nella foto, sono quelli della Congreca, della chiesa dell'Annunziata, Alfredo Ramundo priore della suddetta confraternità me lo ha fatto presente. Dalla testimonianza che ho raccolto da mia madre e anche da Alfredo Ramundo, anticamente le processioni per il Corpus erano tre, una il giovedì, poi un'altra la domenica e poi ancora il giovedì successivo, Prima  la messa si celebrava solo di mattina, la sera messa non c'era e quindi la processione usciva dopo l'ultima messa quella delle 11,00,  verso mezzogiorno e se teniamo conto che si svolgevano tra fine maggio e giugno è facile immaginare il caldo che facesse. Mia madre ricorda come tornavano alla fine della processione le consorelle i confratelli e i sacerdoti che indossavano rispettivamente le divise delle varie associazioni e le cappe magne, completamente sudati e come cercavano riparo anche all'ombra di un muro durante il cammino. Un'altra curiosità, come già detto messa la sera non c'era, si recitava solo il rosario e si impartiva la benedizione, questa piccola celebrazione veniva chiamata  " la serotina".